Alla scoperta del vulcano di fango dello Scoglio d'Affrica: le straordinarie immagini degli scienziati

Un fondale coperto da una distesa di fango, nel blu del mare che si stende a nord dello Scoglio d’Affrica. E, dal sottosuolo, delle bollicine di gas (in prevalenza metano) che salgono fino alla superficie. È il contesto che gli scienziati dell’Hydra Institute, istituto che collabora con le Università di tutto il mondo  e che da anni ha una base operativa a Fetovaia (Campo nell’Elba), hanno esplorato nel 2011, durante una campagna di ricerca nel mare del Tirreno. I biologi hanno studiato gli effetti che le emissioni superficiali di gas producono nell’habitat circostante: nel 2016 hanno pubblicato lo studio intitolato "Methane Seep in Shallow-Water Permeable Sediment Harbors High Diversity of Anaerobic Methanotrophic Communities, Elba, Italy”. Il filmato di Hydra concesso dal biologo Christian Lott ritrae lo spicchio di mare in cui, giovedì 16 marzo, si è alzata una violenta colonna di gas, detriti e fango, alta circa dieci metri sul livello del mare (VIDEO). Le analisi dell’Ingv hanno confermato la presenza di un grande arricchimento in metano e ritengono l’evento collegabile all’attività di un vulcano di fango (il video integrale)

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