Migranti, parla la comandante Rackete: "Pronta a ripartire, vergognosi i muri dell'Europa"

"Sono sempre sulla lista delle emergenze, se ci sarà bisogno di me andrò ancora". È determinata e tranquilla la comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete e spiega le sue idee durante una visita al museo marittimo di Barcellona. Meno di tre mesi fa, il 20 giugno scorso, entrava nel porto di Lampedusa violando il divieto dell'allora ministro dlel'Interno Matteo Salvini e finiva ai domiciliari. Oggi grazie all'ordinanza di una giudice è libera, ma resta indagata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Rackete non ha dubbi su cosa sia giusto fare: "Il Mediterraneo è il confine comune dell'Europa, è dovere di ogni cittadino salvare vite in mare e aiutare queste persone meno fortunate a integrarsi - spiega -. È vergognoso che si lascino persone meno fortunate che arrivano da paesi in guerra morire in mare o aspettare per settimane un posto sicuro dove andare".
 
A cura di Giulia Santerini
Montaggio Marzia Morrone

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